Intervista: Kings of Subhumans

Intervista: Kings of Subhumans

Un rock alternative suonato “alla vecchia maniera”, quello dei Kings of Subhumans, che hanno di recente pubblicato il nuovo album, “The Past Is Over”. Abbiamo rivolto loro qualche domanda.

“The Past is over” è il vostro ultimo disco. Ora che i live sono fermi come si fa a capire se un album sta andando bene oppure non tanto?

Essendo il nostro progetto figlio di questi tempi digitali e ancor di più in questo periodo in cui non possiamo fare la cosa che amiamo di più e cioè suonare dal vivo e vendere i nostri dischi ai concerti, abbiamo sicuramente curato la distribuzione digitale in maniera professionale così da avere finalmente un quadro effettivo dei nostri ascoltatori oltre a darci la possibilità di entrare in contatto con tante realtà a noi simili sparse nel mondo durante la promozione dell’album.

Senza dubbio siamo felici dei feedback dei nostri ascoltatori, qualche soddisfazione ce la stiamo togliendo nonostante questo periodo angusto.

Voi comunque ne siete soddisfatti? Rifareste tutto uguale o ci sono cose che cambiereste?

Viste le nostre possibilità e la situazione che si è venuta a creare non potevamo fare di più, anzi abbiamo imparato a pianificare e operare contemporaneamente su più fronti e a prepararci sempre un piano B, a volte anche C.

È ovvio che sognavamo di stare adesso a suonare il nostro album in giro e non neghiamo che ci sono stati momenti di disperazione legati alle posticipazioni dovute ai lockdown e ai vari dpcm, ma ne abbiamo fatto forza ed esperienza oltre a darci la possibilità di lavorare ancor meglio sulla post produzione dell’album e di digerirlo per bene. Quindi ci riteniamo soddisfatti anche perché l’album suona come volevamo noi e in più adesso abbiamo un pubblico. No regrets.

Il disco è il vostro secondo. Che differenza c’è stata rispetto all’esordio del 2017?

E’ cambiato tutto dalla formazione, prima a tre ora a due, e questo ha implicato un duro lavoro sul sound, alla mentalità: prima non sapevamo cosa volevamo, gli arrangiamenti e la composizione stessi evidenziano un’evoluzione della quale ci accorgiamo noi e soprattutto il nostro pubblico. E’ cambiata la produzione, mentre per Plastic Sinner ci siamo comunque affidati al grande Alessandro Gavazzi nel suo Hell Smell Studio, The Past is Over è stato completamente prodotto in maniera autonoma dalle riprese al Trafalgar Recording Studio, al mix e al master eseguiti dal batterista produttore Angelo Palma. Ce lo siamo cuciti addosso insomma.

Tre nomi di band contemporanee che vi piacciono particolarmente?

Difficile rispondere a questa domanda in quanto amiamo molte band, per non essere banali non tireremo fuori ciò che resta di Seattle, oggi ti riponderemo i Deftones, Mondo Generator o i Melvins, comunque band non di primissimo pelo insomma.

Quindi ti daremo anche tre nomi dell’underground romano da segnare e ascoltare: i Fvzz Popvli, stoner band capitanata da un grande chitarrista Francesco Pucci e che abbiamo avuto la fortuna di ospitare al nostro primo release di Plastic Sinner nel 2017 al Wishlist di Roma. I Terra Tribal rock band a cui noi piace molto oltre che per la musica anche per i loro concept visual/video.

E infine i giovani Desert Kosmo brillante band stoner, shoegaze, math rock.

Vi iscrivereste mai a un talent? Per esempio quest’anno a X Factor ci sono i Little Pieces of Marmalade che sono un duo e suonano quasi hardcore…

Ci stai provocando??? : )

Senza mancare di rispetto a nessuno degli addetti ai lavori ne tanto meno ai piccoli pezzi di marmellata, noi facciamo parte di un altro mondo. A questa domanda ci piace rispondere citando De André, per il quale l’arte non dovrebbe essere messa in competizione, o a volte citando Dave Grohl per il quale i talent show sono un male da estirpare.

Comunque se Manuel Agnelli vuole venirsi a fare una Jam session con noi al Trafalgar, rimane il benvenuto.

Avete altri singoli/video in progetto e in uscita?

Stiamo lavorando su più campi avendo dovuto posticipare ancora i concerti Live. Potremmo far uscire un terzo singolo insieme a dei remix e un nuovo videoclip in concomitanza della stampa dei vinili, anche se prima vorremmo che più gente possibile veda il videoclip di The Past is Over per il quale abbiamo sudato parecchio con relativa soddisfazione.

Stiamo valutando anche di cedere alla tentazione di fare un concerto in Live streaming ma viviamo alla giornata nel mentre ci avviciniamo al terzo album.

Ascoltare e seguire King of Subhumans su social media:

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