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Örök: Quello che tu non hai

Örök: Quello che tu non hai

Örök – Quello che tu non hai: quando il punk ti ricorda che non ti manca niente

by Jack Rush

La nuova ossessione? Convincerci che non siamo abbastanza.

C’è qualcosa di profondamente punk nell’idea di mettere in discussione non ciò che abbiamo, ma ciò che ci hanno convinto di dover avere.

Con Quello che tu non hai, gli Örök prendono una delle ossessioni più radicate della società contemporanea — il bisogno di avere sempre qualcosa in più — e la trasformano in un brano punk rock diretto, ironico e decisamente scomodo.

La domanda al centro della canzone è semplice: e se il problema non fosse quello che ci manca, ma il fatto che qualcuno continui a convincerci che ci manca qualcosa?

Non sei abbastanza bello. Non sei abbastanza ricco. Non hai abbastanza successo. Non possiedi abbastanza cose. Non hai abbastanza follower. Non sei abbastanza interessante.

Il messaggio arriva da ogni direzione, attraverso pubblicità, social media e modelli di vita apparentemente perfetti. E la soluzione sembra essere sempre la stessa: comprare qualcosa, diventare qualcun altro, raggiungere un nuovo traguardo. Poi, finalmente, saremo felici.

Solo che quel “finalmente” non arriva mai.

È proprio qui che Quello che tu non hai trova la sua forza. Gli Örök non si limitano a criticare il consumismo in senso stretto, ma puntano il dito contro un meccanismo più sottile: un'economia che ha tutto l'interesse a mantenere le persone insoddisfatte. Perché chi è contento di quello che ha, forse, smette di inseguire quello che non ha.

Musicalmente, la band affronta il tema senza bisogno di sofisticate costruzioni. Chitarre distorte, ritornelli immediati e un'attitudine DIY fanno da veicolo a un testo che preferisce essere diretto piuttosto che elegante. È un approccio coerente con la tradizione punk: prendere una frustrazione quotidiana, darle un amplificatore e trasformarla in una canzone che possa essere urlata insieme agli altri.

E la riflessione, per quanto possa sembrare scontata, diventa tutt'altro che banale quando si guarda alle conseguenze concrete della continua ricerca di uno status superiore: oggetti che non servono, debiti che non possiamo permetterci, aspettative irrealistiche e una perenne sensazione di essere indietro rispetto a qualcun altro.

Quello che tu non hai suggerisce che forse non c'è niente di sbagliato in noi. Forse siamo semplicemente diventati molto bravi a desiderare ciò che qualcun altro ci ha insegnato a desiderare.

In questo senso, il brano non è soltanto una critica al consumismo. È quasi un invito alla disobbedienza: smettere di correre dietro a una felicità venduta a rate e provare a capire se, in fondo, siamo già abbastanza.

Anche l'artwork segue perfettamente questa direzione. Intitolato Consumerism, è firmato dall'illustratore tedesco Steffen Kraft, conosciuto come Iconeo, le cui immagini essenziali e taglienti affrontano spesso proprio i temi del consumismo e della sostenibilità. L'immagine diventa così una naturale estensione del messaggio della canzone.

Örök: punk rock senza filtri

Nati nel 2019 sulle sponde del Lago Maggiore, a Maccagno Beach, gli Örök si muovono tra punk rock californiano, cantautorato italiano e spirito DIY. Il risultato è un rock cantautorale fatto di riff potenti e melodie vocali in italiano, con testi che raccontano il quotidiano: lavoro, fallimenti, relazioni, provincia, contraddizioni e piccole assurdità della vita moderna.

A volte lo fanno con ironia, altre con rabbia, altre ancora con una vena più introspettiva. Sempre con una certa dose di autocritica.

Il nome della band, in dialetto varesotto, significa “allocco”: una persona ingenua, ma anche il termine con cui vengono indicati i montanari delle valli lombarde, gente ruvida, concreta e sincera. Un nome che sembra riassumere bene la filosofia del gruppo.

Anche l'estetica segue questa identità: le immancabili camicie di flanella a quadri, diventate una sorta di divisa, mescolano le radici lacustri della band con un'estetica contemporanea vagamente gorpcore.

Completamente autoprodotti e fedeli alla filosofia Do It Yourself, gli Örök registrano la propria musica “in casa” e hanno scelto un approccio volutamente Old School alla pubblicazione: un singolo alla volta, proprio come accadeva nell'epoca in cui le band pubblicavano i propri brani pensando innanzitutto alle radio.

Dal 2020 hanno pubblicato l'EP Dëmö e diversi singoli, tra cui Le cose, La Vita Vola, Il Successo del Fallire, Meglio Andarsene al Mare, Come il Porcospino, Sedotto e Rovinato e ora Quello che tu non hai.

Con quest'ultimo brano, gli Örök fanno quello che il punk ha sempre saputo fare meglio: prendere qualcosa che tutti consideriamo normale e farci venire il dubbio che forse non lo sia affatto.

E in un mondo che continua a dirci cosa ci manca, non è una cattiva domanda da porsi.

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